Base 2022 di Giocaia
Degustazione di un vino naturale che racconta il volto meno conosciuto della Valpolicella est
È da un po’ che volevo aprire questa bottiglia.
L’avevo acquistata a un evento di vini naturali di quelli che ti restano addosso: chiacchiere lente, assaggi curiosi, bottiglie che non cercano di impressionare ma di raccontarsi. Poi, come spesso accade con i vini che sento “miei”, ho aspettato il momento giusto.
Ieri sera mi sono decisa.
Il Base 2022 di Giocaia mi ha portata esattamente dove speravo: fuori dai percorsi più battuti della Valpolicella.
In questo articolo vi accompagno nella degustazione di un vino artigianale, ma soprattutto nella scoperta di una vallata poco raccontata, capace di sorprendere per freschezza, identità e complessità aromatica.
La storia dietro la bottiglia: Giocaia e la Val Squaranto
Base 2022 è un vino rosso IGT Veneto prodotto dall’azienda agricola Giocaia, progetto di Jacopo Nordera, a Verona.
La zona di produzione è la Val Squaranto, nei pressi di Mizzole, a est della città. Una valle spesso messa in secondo piano rispetto alle zone più celebri della Valpolicella ovest, ma che possiede un carattere tutto suo.
Qui il paesaggio cambia, l’altitudine dialoga con l’aria, e i vini assumono un profilo diverso: più snello nel corpo, ma sorprendentemente complesso nel naso e nella beva.
Giocaia nasce da un approccio artigianale e coerente, dove il vino è prima di tutto espressione del luogo. Nessuna costruzione, nessuna sovrastruttura. Solo uva, tempo e ascolto.
Le uve e lo stile: tradizione che prende una strada diversa
Le uve utilizzate sono quelle storiche del territorio:
corvina
corvinone
rondinella
Ma il risultato finale non è quello che ci si aspetterebbe da un rosso veneto “classico”.
Con i suoi 11,5% vol, Base 2022 sceglie consapevolmente la strada della leggerezza strutturale, puntando tutto su freschezza, bevibilità e definizione aromatica. È uno di quei vini che non si impongono con il peso, ma con la precisione
.
Il vino nel bicchiere: la mia degustazione, senza filtri
Alla vista
Il colore è la prima sorpresa.
Ricorda l’arancia rossa, intenso ma luminoso, vivo. Un colore che incuriosisce e prepara il naso a qualcosa di non convenzionale per la tipologia.
Al naso
Il bouquet si apre con delicatezza, poi prende sicurezza.
Arrivano melograno, ciliegia, ribes rosso, seguiti da una nota erbacea elegante di maggiorana.
Quello che mi ha colpita è l’impronta agrumata: una freschezza aromatica che non avevo mai incontrato, almeno per me, in vini a base corvina vinificati in rosso. È come se il naso raccontasse un territorio in modo nuovo.
Al palato
L’ingresso è agile, quasi scattante.
La sapidità accompagna una bella acidità, che rende la beva dinamica e mai stanca. Il sorso scorre, ma lascia traccia.
Nel retrogusto tornano l’arancia rossa e il melograno, con una persistenza sorprendente per un vino di questo corpo. Ed è proprio lì che capisci che non è un vino semplice, ma un vino pensato.
Una valpolicella diversa, che vale l’ascolto
Non ho bevuto molti vini della Val Squaranto, e forse è proprio questo il punto.
Rispetto ai “cugini” della valle ovest, li trovo generalmente più leggeri nella struttura, ma capaci di giocare su un piano diverso: quello della complessità aromatica e della freschezza.
Base 2022 non cerca confronto.
Apre invece una porta su un modo alternativo di interpretare uve storiche, dimostrando quanto il territorio possa cambiare il racconto nel bicchiere.
Quando berlo: occasioni informali
Lo immagino su una tavola informale, con piatti semplici, magari vegetali, una cucina di stagione. Oppure con una pizza ben fatta, una serata senza rituali rigidi, dove il vino accompagna la conversazione senza rubarle spazio.
È un vino che invita al secondo bicchiere, e poi al terzo. E questo, per me, è sempre un grande complimento.
Glossario del sommelier
Complessità aromatica
la capacità di un vino di offrire molti profumi e sfumature diverse, che si rivelano poco alla volta nel calice.
È ciò che rende l’assaggio interessante, perché ogni naso racconta una storia diversa e in continua evoluzione.Sapidità
sensazione gustativa legata ai sali minerali. Nei vini dona profondità e allunga il sorso, rendendo la beva più interessante.Acidità
è la spina dorsale del vino. Quando è ben integrata, regala freschezza, slancio e longevità, anche a vini leggeri.
Un invito alla scoperta
Base 2022 di Giocaia mi ha ricordato perché amo esplorare zone meno raccontate: perché spesso sono proprio lì che si nascondono le sorprese più sincere.
E voi, avete mai assaggiato i vini della Val Squaranto?
Sono curiosa di sapere che impressione vi hanno lasciato.
Se questo viaggio nel calice vi è piaciuto e volete continuare a scoprire vini artigianali, degustazioni raccontate e storie vere dal mondo del vino, iscrivetevi alla mia newsletter su Substack.
Ci aspettano ancora molte bottiglie da ascoltare insieme 🍷




